Negli ultimi vent’anni l’Italia si è progressivamente allontanata dai sistemi ad economia di mercato per abbracciare un modello che presenta numerose analogie con il regime sovietico nella fase stalinista di consolidamento del comunismo. La pressione fiscale effettiva sulle imprese, tenendo conto di ogni imposta e contributo, ha raggiunto un livello ufficiale vicino al 70 % degli utili, che in alcuni casi arriva fino all’85 %. Ci sono anche stati casi di imprenditori che, dovendo pagare il 110 % di imposte sugli utili prodotti, si sono indebitati con le banche. Questo livello di tassazione è in linea con quello applicato dal regime sovietico tra la fine degli Venti e i primi anni Trenta, quando Stalin decise di collettivizzare l’intera economia eliminando i ceti produttivi privati.
Gli evasori fiscali come i kulaki, il governo italiano come l’urss



Articolo straordinario! Tutte le collettivizzazioni sovietiche sono state anticipate (Ucraina, Lituania, ecc.) da una tassazione esorbitante e insostenibile.
Questa non è pubblicistica, ma analisi scientifica. Piombini è un grande analista e uno straordinario studioso.
Sono almeno dieci anni che sostengo questa teoria. I più morigerati mi hanno dato del fascista!