Per un keynesiano, gli stimoli non sono mai abbastanza

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di MATTEO CORSINI “Ma siamo lontani da quel che sarebbe necessario, cioè uno stimolo forte alla domanda, sia attraverso politiche di bilancio che ricorrendo all’”ultima Thule” della politica monetaria: soldi dall’elicottero. E non è finita: a un livello ancora più profondo – e più difficile da rimediare – c’è quell’aumento della diseguaglianza che ingenera disgregazione del capitale sociale, apatia, riluttanza a spendere, sia per consumi che per investimenti”. Contrariamente a Fabrizio Galimberti, io non credo che siamo lontani da quel che lui ritiene sarebbe necessario, ossia politiche di bilancio (leggi: aumento del deficit) e soldi dall’elicottero. E’ vero che raramente un keynesiano si dice soddisfatto delle dimensioni degli stimoli, siano essi fiscali o monetari. Altrettanto vero, però, è che quando uno Stato spende la metà del Pil appare abbastanza priva di pudore l’affermazione che servano altre politiche di bilancio. E va bene che cir
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1 COMMENT

  1. Galimberti non si è accorto che si è superato il limite di non ritorno con le politiche keynesiane attuate finora.
    Anche se ci fosse oggi un’illuminazione miracolosa di tutti gli economisti e politici keynesiani sul da farsi per salvarsi il deretano , ci sarebbero costi maggiori rispetto a 5 anni fa, rispetto a 10 anni fa , rispetto a 20 anni fa, rispetto a 40 anni fa.
    Anni di politiche economiche e monetarie sbagliate.
    Keynesiane.
    Tanto nel lungo periodo siamo tutti morti.

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