di ARTURO DOILO
La motosega lavora a tutto gas! Il governo di Javier Milei compie un altro passo nel suo programma di liberalizzazione dell’economia, eliminando uno dei vincoli più assurdi che gravavano sul commercio estero argentino. Con il Decreto 604/2026 vengono infatti aboliti i limiti di valore per le esportazioni commerciali effettuate tramite il servizio postale internazionale, consentendo a imprenditori, artigiani e piccole e medie imprese di vendere i propri prodotti all’estero con una procedura molto più semplice e meno costosa.
Per oltre quarant’anni il Codice Doganale prevedeva la possibilità di esportare per via postale e il risultato era paradossale: mentre si moltiplicavano norme e restrizioni sulle esportazioni, migliaia di imprese erano private di uno strumento utilizzato normalmente nel resto del mondo. Con la nuova disciplina cade questo ostacolo e le esportazioni postali non saranno più soggette ad alcun tetto di valore. Afferma un comunicato del Ministero per la Deregolamentazione:
- “Prima, le PMI avevano un limite di esportazione di 3.000 USD tramite corriere. Se il valore della spedizione superava tale importo, rientrava nel sistema di esportazione formale, aumentando i costi e aggiungendo ritardi. Questa burocrazia limitava il commercio e frenava la crescita delle piccole e medie imprese. Con la Risoluzione Generale N° 5883/2026 dell’ARCA, viene eliminato il limite di 3.000 USD per le esportazioni effettuate tramite corriere. Ora le imprese potranno continuare a utilizzare il regime semplificato indipendentemente dal valore della spedizione. La misura permette a più PMI di continuare a utilizzare un meccanismo semplificato per esportare, riducendo la burocrazia e facilitando l’accesso al commercio estero”.
La riforma introduce anche una forte semplificazione per le importazioni. Gli invii fino a 400 dollari saranno esenti dai dazi d’importazione e dalla tassa statistica, fino a un massimo di cinque spedizioni l’anno per persona, uniformando il regime postale a quello già previsto per i corrieri privati. Inoltre, vengono alleggerite le procedure doganali, riducendo tempi e costi amministrativi.
Come ha sottolineato il ministro Federico Sturzenegger, “la migliore politica industriale non consiste nel distribuire sussidi, ma nell’eliminare gli ostacoli creati dallo Stato stesso”. È una filosofia coerente con il progetto di Milei: meno burocrazia, meno privilegi e più libertà economica. L’obiettivo è permettere alle imprese argentine di competere sui mercati internazionali senza essere soffocate da regolamenti inutili, trasformando l’export da percorso a ostacoli a normale attività d’impresa.

