di MATTEO CORSINI
Da tempo in Germania è elevato il dissenso nei confronti della politica monetaria della Bce, la quale, avendo non solo portato a zero bensì in territorio negativo i tassi in interesse, ha fortemente penalizzato quei risparmiatori (e pare non siano pochi) abituati a investire in strumenti a reddito fisso.
La cosa non deve stupire: ogni politica monetaria espansiva è redistributiva, a danno dei risparmiatori e a favore dei debitori. Ovviamente i difensori a oltranza della Bce e, soprattutto a sud delle Alpi, del suo presidente pro tempore, avanzano argomentazioni utili a smentire questa diffusa convinzione teutonica. Citando addirittura la Bundesbank, che ha calcolato in 240 miliardi di euro la diminuzione della spesa per interessi sul debito pubblico tedesco riconducibile alle politiche non convenzionali adottate dalla Bce negli ultimi anni, soprattutto sotto la presidenza di Mario Draghi. Il quale, dal canto suo, ripete spesso: “Tutti i Paesi hanno benefic