di LEONARDO FACCO
Stereotipi, luoghi comuni, contenuti e frasi offensive, razziste, islamofobiche e antisemite che difficilmente possono essere comprese e che raramente vengono evidenziate e spiegate nel modo corretto. Questo sarebbe, o è per i censori della cultura occidentale, il contenuto di alcune terzine della Divina Commedia.
Dobbiamo fare un salto all'indietro di un decennio, allorquando «Gherush92», un'organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (quella che con l'Agenda 2030, ispiratrice del Grande Reset di Schwab, va considerata la capofila della follia pseudo-pandemica, ma totalitaria, che stiamo vivendo), la quale "svolge progetti di educazione allo sviluppo, diritti umani, risoluzione dei conflitti, razzismo, antisemitismo, islamofobia, andrebbe eliminata dai programmi scolastici o, quanto meno, letta con le dovute accortezze".
''La Divina Commedia - spiega
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