di MARIETTO CERNEAZ
La Diada di domani non sarà come quelle che hanno preceduto il referendum per l'indipendenza, autoproclamato nel 2017. Stavolta, ci sono sono delle frizioni nella compagine secessionista.
Non è un caso che, solo qualche giorno fa, in un messaggio istituzionale, il presidente Carles Puigdemont ha lanciato un appello contro la smobilitazione e messo in guardia contro i tentativi di normalizzazione della situazione politica in Catalogna.
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Il problema è che Pere Aragonés, il presidente attuale della Comunitat catalana, ha preso le distanze da uno dei momenti più simbolici del secessionismo catalano. Il governatore ha reso noto di non aver intenzione di partecipare all’ormai tradizionale corteo, indetto dal'ANC l’11 settembre. Una decisione che mette in evidenza l’esistenza di divergenze tra diversi settori del movimento separatista, di cui fa Aragonés stesso.
Puigdemont sostiene che "grazie alla mo