Le socialdemocrazie incoraggiano quel consumismo che poi fingono di condannare

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di ADRIÁN ORTIZ Associare il capitalismo all’ostentazione, al lusso, ai marchi e al consumo smodato è uno dei mantra più ripetuti dalle élite culturali e politiche negli ultimi anni. In realtà, non è solo un’idea diffusa nei circoli di sinistra, ma è un’affermazione che proviene anche da coordinate che molti definiscono di destra. È sorprendente, perché questa confusione attraversa trasversalmente ogni tipo di ideologia e dottrina interventista. Ad esempio, José Antonio Primo de Rivera, figura associata alla destra spagnola del XX secolo, sosteneva che capitalismo e comunismo fossero due facce della stessa medaglia, che ignoravano una parte fondamentale degli attributi che definiscono la dignità umana. Nel suo famoso Discorso sulla natura del capitalismo (1933), Primo de Rivera definiva il capitalismo come «l’opposto della proprietà privata dell’uomo». Non mi stupisce, quindi, che tali associazioni abbiano proliferato fino a diventare oggi ciò che sono: un in
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