di LEONARDO FACCO
Non passa mese che il numero delle zecche argentine non diminuisca. L’esperimento liberal-libertario avviato dal governo di Javier Milei continua a produrre risultati concreti anche sul fronte della riduzione dell’apparato statale. Mentre gran parte dell’attenzione internazionale si concentra sul crollo dell’inflazione, sul pareggio di bilancio e sulla ripresa dell’economia argentina, il governo prosegue un’opera meno appariscente ma altrettanto decisiva: lo sfoltimento della pubblica amministrazione.
A fare il punto è stato il nuovo portavoce presidenziale Adrián Ravier, illustrando gli ultimi dati del Ministero della Deregolamentazione e della Trasformazione dello Stato, guidato da Federico Sturzenegger. Il messaggio è chiaro: la stabilizzazione economica non nasce da artifici finanziari o da nuovo debito, ma dalla riduzione strutturale della spesa pubblica. Secondo Ravier, proprio il drastico contenimento del costo dello Stato ha reso possibile il raggiungimento dell’equilibrio fiscale, considerato dal governo Milei il presupposto indispensabile per il ritorno della crescita economica. Una politica che, lungi dall’essere conclusa, continua ad avanzare mese dopo mese.
I numeri diffusi dalla Presidenza fotografano un processo che non accenna a rallentare. Nel solo mese di maggio sono stati eliminati altri 3.014 posti pubblici nell’Amministrazione nazionale. Con quest’ultimo intervento, il totale delle posizioni soppresse dall’inizio del governo Milei raggiunge quota 71.025. Negli ultimi due mesi, sottolinea Ravier, il ritmo delle riduzioni è tornato a sfiorare le 3.000 unità mensili, grazie alla revisione sistematica delle strutture amministrative, delle competenze e delle dotazioni organiche di tutti gli enti dello Stato. L’obiettivo dichiarato non è semplicemente ridurre il numero dei dipendenti pubblici, ma anche eliminare duplicazioni, uffici sovradimensionati e funzioni ormai prive di utilità.
Uno degli esempi citati riguarda la Commissione Nazionale dell’Energia Atomica (CNEA). Qui la riorganizzazione è stata particolarmente incisiva: la struttura amministrativa è stata ridotta del 57,83%, passando da 645 incarichi dirigenziali e organizzativi a 272. Ma il ridimensionamento coinvolge praticamente tutto il settore pubblico. Sono infatti stati attivati programmi di pensionamento e di uscita volontaria presso numerose aziende e organismi statali, tra cui:
- Belgrano Cargas;
- Casa de la Moneda;
- ANAC (Amministrazione Nazionale dell’Aviazione Civile);
- FAdeA (Fabbrica Argentina di Aerei);
- Radio y Televisión Argentina;
- ANSES;
- Commissione Nazionale di Regolazione dei Trasporti;
- INCAA;
- INTA;
- PAMI.
Ad oggi hanno aderito ai programmi di uscita volontaria 3.983 dipendenti.
La trasformazione non riguarda soltanto il personale. Il governo Milei ha ridotto profondamente anche la struttura politica dell’esecutivo. Rispetto alla precedente amministrazione Fernández si registra il 50% di ministeri in meno; il 39% di segreterie in meno; il 32% di sottosegretari in meno; il 45% di consulenti in meno. Una riduzione che, secondo il governo, consente di concentrare le risorse sulle funzioni realmente essenziali dello Stato.
Uno degli aspetti più interessanti dell’intervento di Ravier riguarda la destinazione dei risparmi ottenuti. Secondo il portavoce, ogni peso sottratto alla burocrazia può essere utilizzato per migliorare i servizi realmente necessari ai cittadini. L’esempio portato è quello dell’Ospedale Pediatrico Garrahan, che, secondo il governo, dispone oggi di nuove tecnologie, nuove attrezzature e maggiori risorse senza che ciò abbia richiesto emissione monetaria o nuovo indebitamento.
Lo stesso principio sarebbe stato applicato al sistema universitario pubblico. Ravier ricorda infatti che i docenti universitari hanno recentemente ottenuto un aumento salariale superiore al 28%, finanziato attraverso una riallocazione delle risorse e non mediante nuova creazione di moneta. Per il governo Milei questa differenza è fondamentale. Quando gli aumenti salariali vengono finanziati stampando denaro, il beneficio viene rapidamente eroso dall’inflazione. Se invece derivano da una riduzione degli sprechi, il loro potere d’acquisto rimane sostanzialmente intatto.
L’effetto complessivo della riforma è considerevole. Secondo i dati ufficiali illustrati dalla Presidenza, il risparmio annuo ottenuto attraverso la riduzione del personale, il contenimento delle strutture e la riorganizzazione delle aziende pubbliche supera oggi i 2,505 miliardi di dollari. Per il governo argentino questa cifra rappresenta la dimostrazione concreta che è possibile ridurre la spesa pubblica senza compromettere i servizi essenziali, purché i tagli colpiscano gli sprechi, le duplicazioni amministrative e gli apparati burocratici costruiti negli anni.
La riduzione della macchina pubblica rappresenta uno degli elementi distintivi della presidenza Milei. Dal dicembre 2023 – giorno dell’elezione di Javier – a oggi il governo ha eliminato 71.025 posti di lavoro nel settore pubblico nazionale, accompagnando questa operazione con una drastica riduzione dei ministeri, delle segreterie, dei sottosegretari e degli incarichi politici.
Si tratta di uno dei più vasti processi di dimagrimento dello Stato mai realizzati nella storia recente. Per l’esecutivo libertario, non è soltanto una questione di risparmio: è il presupposto indispensabile per costruire un’amministrazione più efficiente, meno invasiva e costosa, liberare risorse per i servizi essenziali e consolidare quell’equilibrio fiscale che Javier Milei considera la pietra angolare della rinascita economica del Paese.

