Dalla vecchia alla nuova lega in cinque (non) semplici passi

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di ANDREA PAGANELLA Sono passati ormai alcuni mesi dall’elezione di Roberto Maroni alla segreteria della Lega Nord e l’autunno si presenta come il primo grande banco di prova per la "Lega 2.0". Le aspettative sono molte e, lo sappiamo, più ambizioso è l’obiettivo che ci si pone, più rovinosa e dolorosa può essere la caduta. Così è la vita, così è la politica. Comunque, anche se del nuovo corso qualcosa si sta già intravedendo, non è mia intenzione esprimere oggi giudizi: troppo poco tempo è trascorso, troppi pochi passi sono stati compiuti. Al contrario, vorrei dare un contributo, critico ma propositivo, che valga quale concreto spunto di riflessione per la nuova dirigenza. Sono cinque, secondo me, i passi da compiere per passare dalla vecchia Lega alla Lega 2.0. UNO - “Oggi, chi va in TV è il colpevole da condannare, da giustiziare, è - insomma - un uomo morto. Meglio non andarci” A chi è capitato in queste settimane di vedere i vari talk show
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