La lega torna all’attacco per dividere l’emilia dalla romagna

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di GIORGIO CALABRESI Tortellini e piadina separati per sempre, ciascuno per la propria strada. La Lega torna all'attacco per il 'divorzio' tra Emilia e Romagna, chiedendo l'autonomia dei romagnoli dai cugini emiliani, dopo un matrimonio territoriale lungo quasi mezzo secolo. A farsi portavoce delle istanze separatiste dei romagnoli è il deputato leghista Gianluca Pini, che tenta da cinque anni di investire il Parlamento della questione, insistendo anche per la valorizzazione del dialetto romagnolo «con tutte le sue varianti».  È il principio di autodeterminazione sancito dalla Conferenza di Helsinki del 1975 che va consolidato, spiega Pini, «lungo il percorso che deve portare all'Europa dei Popoli». E si tratta, ancora una volta, di combattere contro 'Roma ladrona'. Sì, perchè la Capitale ha «discriminato tra lingue di serie A e lingue di serie B. Il friulano e il sardo -sottolinea Pini- sono state riconosciute come lingue vere e proprie. Perchè, allora, non si fa lo stes
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