Serra, lo speculatore amico di renzi, vuole più tasse sulle rendite

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di MATTEO CORSINI Davide Serra, già analista finanziario per Morgan Stanley e da qualche anno fondatore e gestore dell'hedge fund Algebris, è uno dei sostenitori della prima ora di Matteo Renzi. Cosa ha detto questo signore, ora che il suo pupillo politico è salito al soglio della Presidenza del Consiglio? "Se l'obiettivo è la crescita economica, è inaccettabile che un Paese tassi al 20% le rendite finanziarie, mentre il lavoro è tassato al 45% e le imprese al 60%. E' urgente riequilibrare il peso del fisco a favore delle attività produttive". Ai tempi delle precedenti primarie i bersaniani rinfacciarono a Renzi la frequentazione di soggetti che erano fiscalmente domiciliati alle isole Cayman: un tic tipicamente tardocomunista che è rimasto in buona parte degli esponenti del PD di provenienza PCI-PDS-DS (e probabilmente anche nella loro base elettorale). Serra effettivamente non ha scelto l'Italia come domicilio fiscale per la sua attività e i suoi fondi, bensì legisla
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