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Argentina, 5 giorni per evitare il default. ma festeggia con messi

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di MARIETTO CERNEAZ Nel 2001, per eccesso di debiti e spesa pubblica fallì miseramente. I Tango bond, alle nostre latitudini, se li ricordano ancora in molti. Poco più di dieci anni dopo, ci risiamo. Il governo argentino ha tempo fino al 30 luglio per trovare un accordo con i fondi speculativi suoi creditori ed evitare un secondo default. Il giudice Thomas Griesa, della corte distrettuale di New York, ha infatti respinto la richiesta di Buenos Aires di una sospensione dei termini per consentire alle due parti piu' tempo per negoziare. Il giudice, che aveva ingiunto all'Argentina di pagare agli investitori 1,33 miliardi di dollari con gli interessi non ancora rimborsati, ha quindi esortato i negoziatori argentini e i rappresentanti dei fondi a sedersi al tavolo insieme al mediatore nominato dal tribunale e "incontrarsi di continuo fino al raggiungimento di un accordo". La decisione della Corte Usa sul debito argentino e' "impossibile da soddisfare". Lo dice il ministro dell'E
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8 COMMENTS

  1. L’Argentina è indipendente in assoluto dal punto di vista alimentare : grano e carne a bizzeffe. E’indipendente dal punto di vista energetico : petrolio a go go : Eppure riesce a fallire.
    Pensate che cosa succederà dell’Italia che è dipendente da tutto !
    Eppure chi ci governa e sfrutta spera sempre nel miracolo.
    Alle armi , ragazzi!

  2. L’Argentina è solo una riflessione dei popoli costituenti, essenzialmente italiani del Sud e spagnoli. Basta paragonarla con le aree produttive del Brasile – zone originariamente populate da olandesi, tedeschi o giapponesi (secondo il censimento del 2000 12 milioni di brasiliani rivendicano origini tedesche) – per vedere il determinismo biologico in azione.

  3. L’argentina invece di pagare quanto convenuto , alle condizioni pattuite ed eque dell’emissione, gli argentini parassiti al potere vogliono negoziare.
    Negoziare significa che non mantengono i patti nei termini stabiliti.
    Significa che l’argentina è insolvente.
    Le parole stanno a zero, se non ricordo male.
    Gli acquirenti di titoli argentini vogliono soldi, non parole, e neppure condizioni “eque”, visto che erano già eque ed accettate le condizioni di emissione.

    L’argentina merita di fallire, e deve fallire.
    E i suoi politici andrebbero tutti cacciati con marchi di ignominia sulla fronte.

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