AL DI LÀ DEL LIBERISMO, NOI SIAMO I PAZZI LIBERTARI

di SERGIO RICOSSA Ci rallegrammo debitamente per la caduta del muro di Berlino. Strano muro, eretto non per proteggere il comunismo dagli attacchi esterni, ma per impedire che i comunisti fuggissero dal paradiso marxista-leninista. Molti morirono e molti rischiarono la vita per lasciare quel paradiso ed entrare nell’inferno dei capitalismo. Cadde il muro, noi ci rallegrammo. Dieci anni dopo, comincio a dubitare che fosse bene rallegrarsi. Dubito per vari motivi, qui di seguito in parte riassunti. 1. Non mi risulta che sotto le macerie del muro sia restato uno, dico uno, dei costruttori e aguzzini di sorveglianza. Non uno (ma spero di essere smentito). Fra gli ideatori del muro, molti continuano a fare baldoria in Russia e dintorni. 2. Caduto il muro, mi aspettavo che tutti i comunisti, compresi quelli italiani, si ritirassero dalla politica, chiedessero scusa e sparissero dalla scena. Continuo ad aspettare: invano. Accade nulla. Al massimo, una parte dei comunisti ha cambiato nome. I più sfrontati si dicono liberali. Mediante complicità varie,…

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