ANCHE SENZA MITRA SPARA SOLO STUPIDAGGINI

di MATTEO CORSINI

Ha destato allarme, tra i sacerdoti del politicamente corretto, la foto di Matteo Salvini con il mitra, ma io credo che siano molto più allarmanti le sciocchezze seriali che giorno dopo giorno quel signore dice soprattutto quando parla di questioni che hanno a che fare con la finanza pubblica.

Per esempio, quando continua a difendere Quota 100, ripetendo che “tutto il mondo mi diceva non toccare la Fornero e io ho cominciato a smontarla… È un provvedimento giusto, sia socialmente che economicamente. Consente il ricambio generazionale. E anche se il rapporto non sarà di uno a uno, un sacco di giovani avranno opportunità che prima erano inimmaginabili”. Quello che Salvini non dice è che c’è una bella differenza da un rapporto di 2-3 nuove assunzioni per ogni (pre)pensionamento di cui parlava la scorsa estate e il più realistico “il rapporto non sarà di uno a uno” di questi giorni.

Sarà un salasso per i pagatori di tasse, soprattutto negli anni a venire. Il tutto a carico di quei giovani che adesso si sostiene di aiutare, quando è chiaro invece che si tratta solo di un beneficio a favore dei pensionandi.

Purtroppo in un sistema pensionistico a ripartizione (strutturato, di fatto, come uno schema Ponzi) la decisione di andare in pensione con alcuni anni di anticipo non è affatto indifferente. Se il sistema fosse a capitalizzazione ognuno potrebbe scegliere di andare in pensione quando vuole, anche a 50 anni, e sarebbero solo fatti suoi.

Ma Salvini non si limita a straparlare di pensioni; continua anche a blaterare di abbassare le tasse facendo ulteriore deficit. Il modo migliore per scaricare una nuova grandinata di tasse dopo un anno o due.

“Guardate l’America di Trump. Cresce grazie al debito, alle politiche espansive e alla riduzione delle tasse”.

Posto che anche negli Stati Uniti i nodi arriveranno prima o poi al pettine, Salvini dovrebbe essersi reso conto da quando è al governo che per la Repubblica italiana fare debito non è un esercizio semplice e relativamente poco costoso come per il governo federale degli Stati Uniti. Capisco che i suoi guru (per esempio Borghi e Bagnai) “risolverebbero” la questione a suon di minibot o altre cialtronerie monetarie del genere, ma gli esiti in Italia sarebbero molto più simili a quelli di certi Paesi sudamericani piuttosto che a quelli degli Stati Uniti.

Altra cosa che non torna è la sicurezza che la Commissione europea non chiederà che l’Italia sistemi il bilancio dopo le imminenti elezioni europee. A suo dire non serve trovare le coperture per evitare i 23 miliardi di aumenti Iva del 2020.

“Sono serenissimo. Perché credo il 27 maggio l’Europa cambierà approccio… La politica europea va rivista interamente. Vedrete che dopo le elezioni nessuno ci verrà a chiedere 23 miliardi”.

Anche qualora vincessero le formazioni cosiddette sovraniste, non credo proprio che ci sarebbe un atteggiamento più morbido nei confronti dell’Italia. Ciò detto, non è la Commissione europea che determina il costo del debito, ma chi compra e vende i titoli di Stato sul mercato. Non se ne è accorto Salvini negli ultimi 12 mesi?

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