APPELLO AGLI INDIPENDENTISTI: ALZATE LA TESTA, SE NON ORA QUANDO?

di PAOLO L. BERNARDINI

Dinanzi alla farsa tragica, o tragedia farsesca, che si sta consumando dopo la caduta del 65° governo dell’Italia repubblicana, rivolgo un ennesimo appello agli indipendentisti veneti, e non solo veneti: ai sardi, ai siciliani, ai lombardi, ai toscani, e tutti quelli che ci sono, dove sono.

Per farlo – e non sono certo io il primo a servirmene – prendo in prestito il titolo del fortunato romanzo di Primo Levi del 1982. Il romanzo narra di circostanze tragiche nella seconda guerra mondiale, e di un disperato drappello di eroi, forse sì forse no, che cerca di prendere in mano la situazione, e, sia giusta o sbagliata la causa (per loro, ovviamente, era quella giusta) combatte. Non è che siamo tanti lontani da quei momenti tragici. Se non cronologicamente, di fatto.

I giovani emigrano, l’economia va malissimo, l’Italia è in stagnazione, le imprese languono, la gente non ha più entusiasmo né voglia di vivere. Si vive in calma piatta, “dead calm”. In stasi. La parola greca “stasis” significa assenza di movimento ma anche inizio del processo di marcescenza, ha un significato del tutto negativo.

L’Italia è ingovernabile così come è. Sono caduti un’infinità di governi dalla nascita del Regno al suo inglorioso congelamento (1861-1922), uno non è caduto subito perché era una dittatura (1922-1943), poi si sono avuti (almeno) due anni di guerra civile (1943-1945), più strascichi di morte almeno fino ai primi anni Cinquanta. La durata della legislatura prevista dalla costituzione è di cinque anni, e dunque se ogni legislatura fosse caduta nel suo termine naturale saremmo nell’anno 2273. In forma incerta, forse più macchine che uomini, alla fine saremmo abbastanza indifferenti, raggiunta l’immortalità, rispetto al drappello di delinquentelli sprovveduti furbetti e semilavorati che ci staranno governando in quel momento, magari in capsule gravitanti intorno all’atmosfera, intenti a far festini con gli alieni con cui finalmente avremo solidarizzato.

Ma non siamo nel 2273 bensì nel 2019, gli alieni hanno essi stessi schifo di questo mondo e se ne tengono ben lontani, e se nessuno fa più figli – i miei studenti hanno dichiarato al 99% di non volerne e sono nell’età fertile, almeno le ragazze: ho centinaia di studenti – è perché mettere al mondo un figlio ora è sperimentare un nuovo tipo di parto: anziché in acqua, in piscine apposite, in una pozza di escrementi: se sopravviverà, indubbiamente vivrà a lungo. Ma è molto probabile, data tale inamena procedura di venuta al mondo, che l’infante non sopravviva.

Se non ora quando? Zaia grida alla “rivoluzione”! Bene, bravo governatore! L’unica rivoluzione possibile è un Veneto indipendente! E quale altra rivoluzione auspica? Quale altra rivoluzione è auspicabile? Delira di nuovo? Ma è mai possibile che gli eredi di uno Stato millenario, che nel corso della propria storia ha tenuto testa all’Impero Ottomano, alle potenze mondiali coalizzate per eliminarlo con la Lega di Cambrai, e ancor prima ai pisani, agli arabi, ai bizantini, ai franchi, ai longobardi, ai genovesi (molto tosti), che ha mandato Marco Polo in Cina, i fratelli Zen forse in America, i Caboto in giro per il mondo, ma è mai possibile che si faccia sottomettere e sbeffeggiare da pentastellati, trinariciuti, leghisti italianisti, e tutto il peggio del mondo? Ma un po’ di dignità! Ma ricordatevi di Sebastiano Venier, 87° doge della Repubblica, che a Lepanto combatté all’età di 75 anni, con tanto di armatura come raccontano libri e quadri (Tintoretto, ad esempio). E non aveva contro Giggino DiMaio, ma la flotta ottomana tutta!!! E suvvia…

Ma ai padri non interessa il futuro dei figli? Ai giovani, non interessa il proprio? Va bene ai noi vecchi, per cui il futuro è il passato. “Solo chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna”, scriveva un veneziano illustre, Ugo Foscolo, che fu il primo ad essere mortalmente ferito quando vide il suo sogno di Serenissima divenuta “democratica”, inghiottito dalle spaventose fauci di Napoleone. Ma quali affetti potrei lasciar io oltre quelli personali, nel vedere un simile sfacelo?

I veneti possono riprendersi in mano il proprio destino, riagguantare la barra del timone che per troppo tempo hanno lasciato ad altri. Se non ora, quando?

Print Friendly, PDF & Email
Rubriche PensieroLibero