L’ISLAM VA COMBATTUTO CON DECISIONE, SENZA TANTI DISTINGUO

di GILBERTO ONETO (esclusivo)* La strage di Parigi ha provocato in Italia uno tsunami di parole, una dissenteria di talk show. Dominano la banalità, il politicamente corretto e il più pavido cerchiobottismo. L’apice l’ha raggiunto il solito Bruno Vespa (e non poteva essere altrimenti) che è riuscito a radunare nel suo salotto una bandella di professorini e giornalistoni, tutti eleganti, pacati, sorridenti e grondanti perbenismo, sempre in bilico fra il buonismo e l’ipocrisia. Spiccavano i ministri Alfano e  Pinotti vestiti della festa e profumati di bagno schiuma, di fianco a tale Izzedin Elzir, presidente dell’Ucoii cui potrebbe anche essere affidata la parte dell’islamico bonaccione se non fosse per l’inquietante somiglianza con Corrado Formigli. A contrastare la sbrodolata di luoghi comuni e di conformismo un po’ vigliacchetto ci hanno provato solo – in collegamento – Berlusconi e Feltri oltre a uno scatenato Salvini che ha detto ad Alfano (quasi) tutto quello che gli italiani normali vorrebbero dirgli. Lo stesso giorno, a Milano, si è ritrovata il solito…

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