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Assietta, la festa del piemont con le bandiere a mezz’asta

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ASSIETTA1di FEDERICO MENSITIERI

Non una vera festa l’edizione di domenica scorsa, 17 luglio 2016, della “Festa dël Piemont” sul Colle dell’Assietta. Troppo vicina la strage di Nizza per dimenticare il dolore e la rabbia per una mattanza tanto inumana quanto annunciata che ha colpito una città che per tutti qui è parte dello stesso Paese del quale il Piemonte è il territorio più orientale, avendo condiviso quasi mezzo millennio di storia comune. Per la prima volta, dopo 49 anni, le bandiere sono state issate a mezz’asta e così sono rimaste durante la celebrazione della santa messa in lingua piemontese e per tutto il resto della giornata.

Comunque il consueto e sentito appuntamento, ricordo dell’epica battaglia che il 19 Luglio 1749 vide i Piemontesi e gli Austriaci respingere l’ennesima invasione francese, ha come sempre richiamato migliaia di persone, anche invogliate dalla radiosa giornata, provenienti da tutto il Piemonte, dalla Contea di Nizza e dalla Savoia, anche con gruppi organizzati: “Etat de Savoie” e “Savoie Libre”, per citarne due.

La giornata dell’Assietta è una delle due feste nazionali degli Stati di Savoia (l’altra ricorda la vittoria alla battaglia di Torino dopo il grande assedio franco-spagnolo, 7 Settembre 1706); nel 2016, inoltre, si celebrano anche i 600 anni della nascita del Ducato di Savoia.

L’organizzazione la si deve da molti anni alla benemerita “Associassion për la Festa dël Piemont al Còl ëd l’Assieta”, sodalizio in pratica abbandonato a sé stesso e ai ripetuti problemi economici che ogni volta rischiano di fare scomparire questa storica giornata che, oltre ad essere la festa patriottica più alta d’Europa (2500 metri), è stata per molti anni l’unica ricorrenza che ricordasse la millenaria storia piemontese.

Da segnalare le ormai tradizionali contestazioni alla presenza di bandiere estranee al quadro storico rievocativo, quest’anno capeggiate da “Piemonte Stato” e da buona parte del pubblico che, nei discorsi ufficiali, ha anche rimarcato qualche tentativo di addomesticare le vicende storiche con interpretazioni funzionali alla sussistenza degli attuali Stati. L’inopportuno intervento dei carabinieri ha posto fine al dissenso. Non dimentichiamo che, nel XVIII secolo, il Piemonte era una nazione indipendente con gli Stati di Savoia, che la Francia si fermava al Rodano e al Varo e che proprio quella sanguinosa battaglia consentì al Piemonte l’acquisizione di Bobbio e delle province del Pavese, oggi curiosamente finite in Emilia-Romagna e in Lombardia.

Presenti anche i Granatieri di Sardegna e le principali istituzioni, le quali hanno delegato alla rappresentanza Fabrizio Ricca per il Comune di Torino, Alessandro Benvenuto, Davide Gariglio ed Elvio Rostagno per la Regione e l’on. Stefano Allasia.

Come da tradizione si è poi svolta poi la suggestiva rievocazione della battaglia, anche quest’anno curata dal “Coordinamento Rievocazioni Storiche 1600-1700” e illustrata al microfono dalla presidente Alessia Maria Giorda. Sono stati sette i gruppi di rievocatori, ai quali si sono uniti la Marina del Gruppo Storico Pietro Micca, e gruppi provenienti da Canelli e da Incisa Scapaccino.

La giornata è poi proseguita con momenti di animazione e di convivialità intorno al rifugio Casa Assietta con la banda di Cavour. Anche il movimento identitario Gioventura Piemontèisa ha ravvivato il pomeriggio: nel suo stand frequentato da giovani e giovanissimi attivisti e sul quale sventolavano decine di bandiere piemontesi, savoiesi e nizzarde listate a lutto, ospitava anche altre associazioni culturali, fra le quali gli indipendentisti nazional-anarchici nel N-AM e l’editore Roberto Chiaramonte. Lì si è esibito il nuovo gruppo piemontese dei Balarù con un repertorio brillante di melodie e canzoni tradizionali accompagnati dalle ghironde e dalle cornamuse.

L’anno prossimo cadono i 270 anni dalla Battaglia dell’Assietta e i 50 dalla rinata Festa dël Piemont. Non ci si può che augurare che la prossima edizione possa vedere sempre più uniti e collaborativi tutti coloro che, a vario titolo, riescono comunque a rendere indimenticabili giornate come questa.

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1 COMMENT

  1. Piemontesi maledetti…siete la causa di tutti i mali dei popoli della penisola italica costretti a vivere nella marcia italia di merda…

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