BARCELLONA VOLTA LE SPALLE AL REFERENDUM INDIPENDENTISTA?

di MARIETTO CERNEAZ Non è tutto rose e fiori in Catalogna, nonostante l’entusiasmo. Più si avvicina la data del 1 ottobre – giorno in cui si dovrebbe celebrare il referendum per l’indipendenza -, maggiori sono le difficoltà per i secessionisti catalani. Dopo la Consulta (Tribunale costituzionale di Madrid) che ha detto no alla legge sul referendum, dopo il Tribunale che ha minacciato la galera per i membri del governo catalano, ora arrivano i no di molti Comuni, che non hanno intenzione di dare disponibilità per la realizzazione della consultazione. Il motivo? Non vogliono scontri frontali con lo Stato spagnolo. Ad oggi, gli le uniche grandi amministrazioni catalane che hanno dato la disponibilità all’apertura di seggi elettorali sono quelli di Badalona, Sabadell e Reus. Il comune di Barcellona invece, guidato dalla sindaca Ada Colau, insieme ad altri sei comuni della Catalogna con più di 100.000 abitanti, hanno respinto la richiesta del presidente della Generalitat Puigdemont, di cedere locali pubblici per garantire seggi elettorali nella giornata del primo ottobre. Le…

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