CATALOGNA, CI MANCAVA SOLO IL PIPPONE DI RE FELIPE

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di REDAZIONE

Duro discorso di Re Felipe di Spagna 48 ore dopo il contestato referendum per l’indipendenza della Catalogna. “Intendiamo rispettare la Costituzione perché è la legge che protegge le istituzioni storiche”, ha detto Felipe VI nel suo discorso alla nazione. Le autorità catalane “hanno violato i principi democratici dello Stato di diritto” con una “slealtà inaccettabile” e “hanno minato l’armonia e la convivenza nella società catalana”. Il referendum sull’indipendenza della Catalogna rappresenta “un tentativo di appropriarsi delle istituzioni”, ha aggiunto re Felipe nel discorso che ha tenuto questa sera accusando le autorità della Catalogna di essersi “poste al margine del diritto e della democrazia”. Situazione grave ma garantiremo il funzionamento delle istituzioni Re Felipe ha denunciato la situazione di “estrema gravità” in cui si trova la Spagna dopo il referendum, ma ha assicurato che i poteri dello Stato garantiranno il rispetto “dell’ordine costituzionale e il normale funzionamento delle istituzioni” in risposta a chi ha minato l’unità del Paese.

“Stiamo attraversando momenti difficili ma li supereremo”, ha assicurato il monarca. La Catalogna nel futuro della Spagna  “Nel futuro che vogliamo per la Spagna ci sarà anche la Catalogna”, ha poi detto Felipe concludendo il suo discorso trasmesso in diretta televisiva.  “Nella Spagna costituzionale e democratica c’è uno spazio in cui tutti i cittadini possono confrontarsi”, ha aggiunto, “viviamo in uno Stato democratico che offre percorsi costituzionali perché chiunque possa difendere le proprie idee nel rispetto della legge. Senza questo rispetto, non si può convivere in pace e in libertà né in Catalogna, né nel resto della Spagna”.

Intanto, centinaia di migliaia di persone in piazza in tutta la Catalogna, 37 tra strade e autostrade bloccate dai cortei, in 30mila raccolti davanti alla delegazione della Generalitat catalana a Girona. E’ stato il giorno dello sciopero generale per protestare contro la risposta violenta delle autorità nazionali nel giorno del referendum per l’indipendenza. Lo sciopero – indetto dai sindacati Cgt, Iac e Cos – ha fermato trasporti, commercio, stivaggio e agricoltura.

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