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Ci mancavano i BTP autarchici, la proposta demenziale di un leghista

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di MATTEO CORSINI

Se c’è un terreno sul quale i vecchi alleati di governo M5S e Lega avevano affinità è nelle demenziali proposte di finanza pubblica. Un esempio può essere l’idea (non nuova) rilanciata nei giorni scorsi dal leghista Giulio Centemero di emettere BTP “autarchici”, ossia con una fiscalità di favore riservata ai soli residenti in Italia.

Si tratterebbe di una sorta di BTP Italia, quindi con cedola pagata su un capitale rivalutato per l’inflazione dei prezzi al consumo domestica, oltre a un premio finale legato alla rivalutazione del Pil. Per beneficiare delle agevolazioni ficali sarebbe obbligatorio mantenere il titolo fino alla scadenza.

Non sto qui a discutere delle problematiche riguardanti la discriminazione nei confronti dei soggetti residenti in altri Paesi Ue, né sul maggior costo, di fatto, per i pagatori di tasse presenti e futuri, bensì della motivazione offerta da Centemero.

  • “Lo scopo è portare i cittadini a investire, basti pensare che sui conti correnti il contante è pari a sette volte il Pnrr: se si riuscisse a convogliarne anche la metà sull’economia reale l’effetto sarebbe enorme.”

Posto che un portafoglio dovrebbe essere diversificato anche a livello geografico, il finanziamento dell’economia reale avverrebbe forse per via indiretta. Se l’obiettivo fosse quello dichiarato, sarebbe meglio agevolare gli investimenti diretti o mediante fondi specifici (peraltro esistono già i PIR).

L’idea di mettere lo Stato come “mediatore” è non solo statalista, ma porta con sé il rischio (non trascurabile) che i soldi investiti in questi titoli finiscano a finanziare spesa corrente, che non accenna a mostrare segni di contenimento.

Resta da capire dove finisca l’incompetenza e dove inizi la malafede di chi fa proposte del genere.

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1 COMMENT

  1. L’incompetenza inizia dalla formazione dell’intera compagine governativa, viste le dichiarazioni sugli aumenti dei tassi della Banca Centrale Europea. Operazione necessaria perché non crolli tutto di colpo, era prima che i politici avrebbero dovuto protestare: quando si stampava a ruota libera dando il nome di elicottero a un’operazione sfacciatamente falsaria. L’elicottero, all’epoca, lo guidava Draghi. L’attuale primo ministro, nel 2021 disse di tifare per lui pur stando all’opposizione. Alla faccia della coerenza e della presunta discontinuità attuale.

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