Con i catalani e l’Icec per l’autodeterminazione. Ora a Bruxelles

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di REDAZIONE Li hanno chiamati così. “Percorsi di autodeterminazione, l’esperienza catalana”. D’altra parte quella catalana è e resta una delle più prossime testimonianze di presa di coscienza che per vincere una battaglia contro lo Stato occorre alzare le bandiere dell’identità. E così, nella terra di sicuro più sensibile alla guerra di trincea per l’indipendenza del Nord, ad Arzignano, distretto vicentino di pelli e concerie che ancora sopravvive all’avanzata della desertificazione artigianale e industriale, l’altro giorno si è parlato di come marciare a ranghi serrati, dove possibile, facendo fronte comune. C’erano esponenti di Veneto Stato d’Europa, c’erano esponenti catalani delle municipalità e c’era chi sostiene la raccolta di un milione di firme in Europa per l’autodeterminazione del popoli, abbracciando tutte le sigle, le associazioni, i movimenti che vogliono aderire a questa strada possibile per la libertà. C’erano Joseph Ximenis, dell’associazione municipi indipendentisti catalani, Johan Vives, storico catalano, Anna Arquè, portavoce per la Catalogna della raccolta firme dell’Icec per l’autodeterminazione dei popoli in Europa; con loro i…

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