CORONAVIRUS, LA CINA DEVE PAGARE PER I SUOI CRIMINI

di JOHN C. HULSMAN Come disse John Stuart Mill: “L’unica cosa necessaria per il trionfo del male è che gli uomini buoni non facciano nulla”. Sappiamo in dettaglio che il Partito comunista cinese ha nascosto intenzionalmente le prove sulla portata, l’estensione e la facilità di trasmissione da umano a umano del coronavirus. Se il governo cinese fosse una persona, sarebbe sicuramente colpevole almeno di omicidio colposo. Tuttavia, c’è un’interpretazione ancora più oscura di questa. L’ultima volta che ho scritto in queste pagine sul Partito Comunista Cinese (PCC) a metà febbraio, la pandemia del coronavirus aveva messo in discussione la sua competenza di base. Non c’è dubbio, infatti, che la risposta iniziale del partito alla pestilenza sia stata un pasticcio. Come scrissi allora, “le emergenze sanitarie pubbliche richiedono in genere informazioni tempestive, trasparenti e accurate da parte del governo competente per massimizzare la sua risposta”, una qualità non conosciuta dagli Stati autoritari. Insieme ad altri, mi sono chiesto se questa risposta pasticciata avrebbe messo in pericolo…

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