di MATTEO GRIGOLI
Cosa possiamo imparare dalle elezioni della Catalunya di ieri è presto. Semplice:
1 – un partito, in questo caso CiU, si dichiara portavoce del referendum per l’autodeterminazione solo 3 mesi prima delle elezioni, cercando così di salvare la presidenza attaccata sia dall’interno (lotte di correnti e amministratori corrotti) che dall’esterno (scandalo fondi esteri);
2 – il referendum per l’autodeterminazione è un valore condiviso da altri movimenti (ERC e CUP, movimenti di sinistra fortemente indipendentisti). Ciò consente di ottenere un quorum valido, cosa che risulterebbe assai difficile se ci fosse un solo partito indipendentista;
3 – alla conta dei voti, i due partiti nazionalisti e unionisti, PP e PSOE sono stabili o in declino, segno che l’identità nazionale catalana cresce;
Ribaltiamo la situazione al nostro Veneto:
1 – la Lega se vuole salvare la presidenza dovrebbe iniziare fin da mercoledì (giorno del consiglio regionale
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