di CARLO CAGLIANI Più volte, abbiamo sentito e/o letto di prossime crisi mondiali. Quando sentite qualcuno dare date certe, diffidate, ma il fatto che siano in tanti a prevedere un prossimo “Big crack” è quantomeno un sintomo di malessere. Ora è la volta di Pimco (colosso mondiale del risparmio del Gruppo Allianz), che nel loro ‘Secular Outlook’, ritiene al 70% una recessione a livello globale nei prossimi cinque anni. Per quali ragioni? Gli elevati livelli di debito (Italia in testa), l’esaurimento della politica monetaria (quantitative easing) e l’ascesa del populismo (alle elezioni vincono quelli che non piacciono al regime, come nel caso della Brexit o di Trump). Interessante il consiglio che dà Pimco, se non fosse che le istituzioni governative (nazionali e transnazionali) fanno di tutto per non permettercelo. Consiglino gli esperti di Pimco: “Accumulate cash, perché c’è il rischio di una recessione globale”. «I mercati sono un po’ troppo tranquilli – riassume Richard Clarida, managing director del gestore mondiale – stanno prezzando magari non la perfezione, ma di sicuro…















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