HONG KONG, 7 ATTIVISTI PRO-DEMOCRAZIA CONDANNATI DAL REGIME COMUNISTA

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di REDAZIONE

Nove veterani del fronte pro-democrazia di Hong Kong sono stati condannati per il ruolo avuto nell’organizzazione di una delle più grandi manifestazioni a sostegno delle riforme che si sono avute nella città durante le proteste del 2019.

Sette, tra cui l’avvocato e politico Martin Lee e il magnate dei media Jimmy Lai, sono stati condannati dal tribunale distrettuale per aver organizzato e partecipato a una manifestazione illegale, mentre gli altri due si erano già dichiarati colpevoli.

Quel 18 agosto del 2019, nel centro di Hong Kong, si era tenuta una marcia che aveva mobilitato, secondo gli organizzatori, 1,7 milioni di persone per protestare contro la brutalità della polizia nei confronti dei manifestanti e contro il disegno di legge, poi ritirato dal governo locale, che avrebbe consentito l’estradizione di sospetti criminali in Cina.

Il giudice del tribunale distrettuale Amanda Woodcock ha affermato nella sentenza che l’accusa è stata in grado di dimostrare oltre ogni ragionevole dubbio che gli imputati avevano organizzato e partecipato alla protesta non autorizzata. Nel suo verdetto, Woodcock ha indicato di essere incline a chiedere il massimo della pena (cinque anni di carcere) e ha detto che il fatto che la marcia fosse pacifica non era un’attenuante.

“Non può essere giusto per un trasgressore sostenere che non dovrebbe essere arrestato, perseguito o condannato, anche se il suo atto non era autorizzato, perché era in definitiva pacifico”, ha scritto. La pena sarà annunciata il 16 aprile. Rischiano fino a cinque anni di carcere.

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