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I campi rom da radere al suolo e gli alti lamenti dei sepolcri imbiancati

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di GIANLUCA MARCHI

campi romAmmetto che, personalmente, il tema dell’immigrazione straniera o foresta, come ama definirla l’amico Gilberto Oneto, non mi ha mai appassionato più di tanto, soprattutto se inquadrato come questione fine a se stessa. In una visione indipendentista e/o autonomista l’ho sempre considerato una delle problematiche – ripeto uno, ma non il problema – la cui gestione e regolamentazione dovrebbero essere decise da ciascuna comunità territoriale – da ogni singolo popolo se vogliamo usare un linguaggio più solenne – una volta ottenuta la rispettiva indipendenza e/o autonomia. Farne il solo o comunque l’argomento principale della protesta e delle rivendicazioni di ciascuna comunità territoriale verso il potere centrale lo considero quasi fuorviante o comunque distraente rispetto all’obiettivo principale di chi si dichiara indipendentista.

Detto questo non posso esimermi da qualche considerazione dopo la canea di reazioni a cui abbiamo assistito ieri alle frase pronunciate da Matteo Salvini sui rom, che alla fin fine è sempre stata una questione correlata al tema più generale dell’immigrazione. Cosa ha detto in sostanza il segretario federale della Lega? Che se fosse per lui concederebbe sei mesi di tempo ai rom dei campi nomadi per trovarsi una casa regolare o per mettersi in movimento con le loro roulotte (pagando le utenze ad ogni sosta), dopo di che raderebbe al suolo quel che resterebbe di quei campi.  Apriti cielo! Da tutti i sepolcri imbiancati di questa repubblica delle banane si sono levati alti lamenti scandalizzati, non sono mancate le solite accuse di razzismo e non è mancata nemmeno la “scomunica” morale del Vaticano. Sepolcri imbiancati, appunti, che come ha dimostrato qualche inchiesta giudiziaria, spesso e volentieri lucrano anche su questo argomento. A spese dei poveri cittadini sudditi, sia chiaro.

Detto sinceramente sarebbe stata una sorpresa se fosse successo il contrario. Il politicamente corretto impone questo, Nessuno che si preoccupi di cosa pensano ad esempio i cittadini italiani (mi viene una certa orticaria a scrivere questi termini, ma sono utili alla bisogna) costretti a convivere con un bel campo rom nelle vicinanze. Scommettiamo che al 99% condividerebbe  e sottoscriverebbe le parole di Salvini? E tuttavia non ti curar di lor, ma guarda e passa…: siamo le istituzioni italiane, non possiamo consentire dichiarazione di un tale tenore. E chissenefrega se in qualsiasi paese della cosiddetta Europa civile i campi nomadi praticamente non esistono. I nomadi o sono tali e viaggiano con i loro mezzi, rispettando le regole laddove si fermano di volta in volta, oppure nomadi non sono più e allora seguono il percorso di tutti gli altri cittadini. Non può essere che lo Stato gli crei e gli finanzi, a spese dei contribuenti “stupidi”, territori offshore dove è consentita ogni nefandezza, non solo interna ma anche nel circondario. Però siamo in Italia e come spesso succede le regole sono fatte per essere trasgredite… D’altra parte questo è un paese dove ci sono interi quartieri, se non addirittura città, dove le forze dell’ordine e tantomeno i funzionari della fatidica Agenzia delle entrate manco osano entrare, salvo rivalersi su tutti gli altri, e dunque che vogliamo aspettarci? Nulla di diverso, appunto.

Il problema vero, come va ripetendo da anni Oneto, è uno e uno solo: l’Italia. E’ questo stato artefanno, malfatto, puzzolente e schifoso la causa di tutti i mali, a cominciare dalla gestione dei problemi sfiorati in questo articolo. Quando i cittadini padani se ne renderanno conto sarà forse troppo tardi…

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5 COMMENTS

  1. Parlare dell’indipendenza senza parlare dell’identità etnica mi sembra un non senso. La gente si divide e si associa principalmente su base etnica/genetica. A mio avviso è il patrimonio genetico che favorisce una determinata cultura e solo in misura meno forte la cultura sul patrimonio genetico (esistono limiti fisiologici non plasmabili).

  2. La Boldrini & Co. difendono i rom solo per ciò che rappresentano, ovvero un gruppo endogamico compatto, non integrabile e storicamente ostile alla maggioranza. Se non lo facesse per i rom dove si andrebbe a finire?

  3. Parole sante, Marchi.

    Personalmente come molti lettori sono critico sulla Lega, per i noti motivi di disonestà intellettuale, vis a vis art.1. Ciò detto, in fallitaglia purtroppo ci vivo e mi arrabatto. Quindi, non votare Lega solo per snobismo intellettuale lo considero suicida. Su qualche tema, tipo questo dei Rom, sono (siamo) certo d’accordo con la Lega.

    Quindi, visto che qualsiasi altro partito non offre un’opinione-soluzione su qualsivoglia problema che mi trovi d’accordo, non resta altro da fare che turarsi il naso e votarla, la Lega. Altrimenti, o uno è scemo o sadomasochista oppure non può fare altro che emigrare.

    Consiglio a Salvini: se vuole beccare tanti voti continui a picchiar duro su questo tema, la microcriminalità e le tasse troppo alte (e magari maggior indipendenza per il Nord… as if). Stia tranquillo che i voti li becca anche dai sinistri, soprattutto quelli non agiati come Madamin Boldrini/Boschi e accoliti; i sinistri(trati) che vivono in periferie da quarto mondo – se lo meritano visto chi hanno sempre votato – ma che nun ne possono proprio più (a meno che abbiano il DNA suicida a la Primo Greganti…)

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