I fatti di Colico e il diritto dei cittadini di difendere la proprietà

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di GILBERTO ONETO I fatti di Colico sono noti: esasperati da uno stillicidio di furti nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro, i cittadini si sono organizzati in ronde e in gruppi di autodifesa. La cosa ha subito scatenato la reazione delle autorità italiane, sempre molto prudenti nel perseguire i delinquenti  ma sbrigative ed energiche nel colpire i contribuenti onesti che cercano di difendersi da quegli stessi personaggi con cui lo Stato mostra tanta affettuosa tolleranza. E così il prefetto  barese di Lecco è prontamente intervenuto per bloccare le ronde e redarguire i sudditi esasperati che intendevano sostituire lo Stato nella più cara delle sue prerogative: l’uso della forza. Naturalmente è stata assicurata l’intensificazione dei controlli e una maggiore presenza della polizia sul territorio. I delinquenti si trasferiscono temporaneamente un po’ più in là e torneranno appena i lampeggianti avranno svoltato l’angolo. E tutto riprenderà come e peggio di prima. I pasticci derivano  dall’ambiguità “ideologica” con cui lo Stato italiano tratta la materia della legittima…

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