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Il dipendente pubblico non paga la tasse, lo dice anche la tv

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gerryscottidi ARTURO DOILO

L’altra sera, ho visto la replica di un noto programma televisivo d’intrattenimento. Mi riferisco ad AVANTI UN ALTRO, un format alquanto divertente condotto da Gerry Scotti (subentrato a Paolo Bonolis). Il programma – corredato di concorrenti di “varia umanità” – è, soprattutto, uno spaccato assai fedele della società italiana.

Verso la fine della puntata, in occasione dell’ultima domanda, tocca ad una concorrente che, come tutti, inizia presentandosi. Che lavora fa?, le ha chiesto Scotti. “Sono fotografa, lavoro per il Ministero dei beni culturali”. Ti pareva – dico – l’ennesima statale insomma (già, tra i concorrenti la quantità di dipendenti pubblici è smisurata). Vabbé… è lo spaccato dell’Italia no?

Dopo aver risposto alla domanda (quali oceani bagnano l’Australia?) postale da una delle vallette di turno, la fotografa (con l’hobby delle regate, apperò…) pesca il bussolotto nella speranza di vincere un bel po’ di soldini ed accedere al gioco finale; ma la sorte gliene ha consegnato uno (lo chiamano bidigozzo, boh…) con dentro la scritta “Lo iettatore”. La faccio breve: lo iettatore è un personaggio pittoresco ed azzeccatissimo, che durante lo spettacolo interviene per porre domande “tranello”. E che domanda ha posto lo spilungone alla concorrente? Questa: “Mi dica quale è l’acronimo con cui è conosciuta l’Imposta sul Reditto per le Persone Fisiche”? La concorrente perde il sorriso… pensa un pochetto… trangugia e prima del suono del gong risponde: IVA!!! Peccato… le dice Scotti… è l’IRPEF!

Morale della storiella: ora, empiricamente parlando, abbiamo la dimostrazione che il dipendente pubblico non paga le tasse! Non a caso manco sa che cosa siano!

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2 COMMENTS

  1. Non guardo “Avanti un altro”, lo trovo un programma piuttosto pietoso di tipico gusto italico. Donne nasute e piuttosto scurette, stratinte e strarifatte spacciate per bellezze, gente che urla, gesticola e spesso faccio pure fatica a comprendere, battute su giochi di parole o doppi sensi a sfondo sessuale come in tutti i paesi mediterranei. I giochi a premi li guardo sulla televisione francese.

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