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Il naufragio della pellegrini e quei 151 anni di pausa

Da leggere

di CARLO MELINA

Lasciamo perdere arco, scherma e nuoto. L’Italia è medaglia d’oro in tassazione (fonte Confcommercio), mafiosità (più corrotta del Ruwanda, fonte Transparency Int.) e coglioneria. Infatti mentre i carcerati rinunciano al cibo, Taranto brucia e l’impresa muore, i giovani si ubriacano, i vecchi tifano, le zitelle adottano un “bigol” e Napolitano vola a Londra: le carceri fanno schifo, ha detto prima di partire, ma per metterci mano occorre “un ampio accordo politico di cui attualmente non ravviso le condizioni”. Che invece ci sarebbero per aderire all’ESM, questo sconosciuto, nonché per stravolgere l’assetto della Pubblica amministrazione e degli enti locali.

“Agli italiani più che il rischio piace l’inconsapevolezza” scrive Antonio Costato (Round Trip, pag. 17): “la nostra, un’economia che si qualifica come di mercato, è in realtà un arcipelago di ambiti sempre più ridotti, accerchiato da un oceano dove lo Stato intermedia oltre il 60% del PIL emerso”. E non solo: anche nello sport, lo Stato ci mette una pezza. Vedasi il triplo podio della scherma femminile, grazie alla carabiniera Errigo e alle poliziotte Di Fancisca e Vezzali, quest’ultima, già nel 2008 a Pechino, indispettita dalle troppe tasse sui compensi percepiti e, oggi, apparentemente all’oscuro di un fatto: nonostante l’aliquota alta, i premi per i medagliati azzurri, pagati dal popolo bue, sono i più ricchi al mondo (80mila euro netti per l’oro, 45mila per l’argento, poco meno di 30mila per il bronzo).

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Sfrontati, oltre che ricchi. Come sfrontata è apparsa la nuotatrice veneta Federica Pellegrini, trasformata in pin-up dagli sponsor – con qualche dubbio sulla riuscita, che dopo l’insuccesso nei 400 stile ha dichiarato: “penso di aver bisogno di un anno di stacco, poi l’anno dopo vedremo se avrò ancora voglia di nuotare”. Alla faccia degli operai dell’Ilva, degli imprenditori veneti, dei carcerati senz’aria, senza cibo e senza “un ampio accordo politico”. Alla faccia di tutti i popoli dello stivale che da 151 sono in pausa col cervello e continuano a tifare, a pagare e a crepare di Italia. Alla faccia degli amici veneti, peraltro animati da buona intenzioni, che hanno spedito ad alcuni olimpionici loro conterranei la lettera che segue:

A tutti gli atleti Veneti e di origine veneta, Le Olimpiadi sono il momento più importante per ogni atleta [… ] Specialmente in occasioni di respiro internazionale per eccellenza come questa, si sente forte il valore della propria identità, si prova l’orgoglio delle proprie origini, si percepisce la forza della propria gente. Come sapete, nonostante le eccellenze profuse in molte discipline, noi Veneti non abbiamo  – non ancora, perlomeno – una nostra rappresentativa ufficiale. Vi chiediamo quindi di dare un segno tangibile delle vostre origini venete indossando un simbolico nastro, o un fiocco, o altro, con i colori giallo-oro e rosso-amaranto della nostra bandiera veneta.

Lettera che, per ora, non ha avuto alcun effetto (fatto salvo il ringraziamento da parte della nuotatrice Arianna Barbieri), vista la commozione, durante l’esecuzione dell’inno di Mameli, dell’arciere padovano Marco Galiazzo: medagliato, anche lui in pausa dalla nascita. Abilissimo a centrare un bersaglio di cartone, quanto incapace di individuare quello in carne e ossa.

 

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6 COMMENTS

  1. parole stante Dan, tra l’altro in un modo o nell’altro questi atleti anche se veneti sono mantenuti dallo stato ITA: chi sputerebbe nel piatto da cui mangia?

  2. A quando che un Veneto si rifiuti di cantare L’inno odioso e magari vederlo con due nastri color amaranto oro !! o sul podio che tra le mani stringa una bandiera Veneta !! Codeghini !
    Semo Veneti no TaGliani !! WSM

  3. Ma in fin dei conti a loro cosa dovrebbe fregare ?
    Loro sono a posto, loro sono arrivati.
    Successo nello sport vuol dire successo nella vita: interviste, spot televisivi, paparazzate tutte ottimamente retribuite (possibilmente su qualche conto offshore, loro sanno come raggiungere i paradisi fiscali e non come turisti), magari un domani un posto in politica e se sei una bella gnocca ti sposi anche un tipo pieno di soldi chiudendo in bellezza il cerchio.
    Perchè mai dovrebbero mettersi al centro dell’attenzione attirando critiche ed altro indossando stupidi nastrini di nazioni inesistenti perchè inesistenti sono i suoi presunti abitanti dal momento che non reagiscono.
    La dobbiamo smettere di aspettare che qualcuno prenda le nostre parti, come in questo caso l’atleta olimpico. Se vogliamo la libertà ce lo dobbiamo prendere in prima persona invece che per interposta persona.

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