IL PETROLIO FARA’ RICCHISSIMA LA SCOZIA INDIPENDENTE

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piattaforma_petroliodi LUIGI CORTINOVIS

 I futuri proventi dal petrolio del Mare del Nord potrebbero essere fino a sei volte più alti di quanto prospettato dall’esecutivo britannico e dall’agenzia indipendente (ma con chiari legami ministeriali) dell’Office for Budget Responsibility. L’organizzazione di imprese scozzese N-56 ha infatti comunicato i risultati di un nuovo studio, secondo il quale la Scozia potrebbe guadagnare, in futuro, almeno 365 miliardi di sterline (456 miliardi di euro) dall’estrazione e dal commercio del petrolio, contro quei 61,6 (circa 77 miliardi di euro) ipotizzati da Londra fra il 2014 e il 2041. 

La guerra di cifre, chiaramente, è anche un balletto di numeri legato al referendum per l’indipendenza, in Scozia si andrà alle urne il prossimo 18 settembre, e il fondatore di N-56 è Dan Macdonald, uno dei consiglieri dell’associazione che porta avanti la campagna in favore della secessione, Yes Scotland.

Secondo l’associazione che ha effettuato questo ultimo studio, i proventi potrebbero essere massimizzati soprattutto portando le sedi delle aziende e di società di controllo e regolamentazione ad Aberdeen, una delle città più ricche della Scozia e base di partenza per le navi e il personale che ogni giorni si dirigono verso le piattaforme. Fonti governative hanno detto al Guardian, questa mattina, che le previsioni scozzesi sono troppo rosee e che l’eventuale indipendenza causerebbe un ulteriore aggravio fiscale alle aziende del petrolio.

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