di ALESSANDRO STORTI Sarà per una deformazione sentimentale, non lo nego, ma a me la Crimea fa pensare al Veneto e a Trieste. Il perchè è presto detto: la Repubblica Autonoma che si affaccia sul Mar Nero è stata “regalata” all’Ucraina dal premier sovietico Nikita Krusciov nel 1954, lo stesso anno in cui Trieste tornò malauguratamente sotto la sovranità dello stato italiano; per certi aspetti anch’essa è stata regalata a Roma dagli Anglo-Americani, che avrebbero potuto, molto più saggiamente, pretendere che la capitale emporiale mitteleuropea, tornata a risplendere nei precedenti sette anni di Governo Militare Alleato in regime di Territorio Libero, diventasse una Hong Kong del Mediterraneo. E il Veneto cosa c’entra? C’entra anche il Veneto, con la Crimea, perché mentre il 16 marzo prossimo a Sinferopoli e a Sebastopoli voteranno nel referendum secessionista (e pro-Russia) indetto dal Governo locale, a Venezia e nelle altre sei provincie marciane i cittadini potranno esprimersi nel plebiscito digitale organizzato dalla piattaforma Plebiscito2013.eu. Curiosamente, in Crimea la consultazione è stata anticipata…















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