PETROLIO E PESHMERGA, IL RUOLO DI KIRKUK DOPO L’INDIPENDENZA KURDA

di ALEKSANDER AUTINA Il Kurdistan non ha ancora dichiarato ufficialmente l’indipendenza dall’Iraq, ma secondo il presidente Masoud Barzani i tempi perché questo accada potrebbero essere molto brevi dopo la netta vittoria dei secessionisti nel referendum del 25 settembre. Tuttavia proprio lo stesso Barzani ha affermato che al momento, invece di dichiarare immediata indipendenza, desidera semplicemente negoziare diplomaticamente con il governo iracheno[1]. Ciò premesso, se dovesse malauguratamente iniziare una qualsiasi reazione violenta conseguente al referendum, l’inizio delle ostilità potrebbe partire dalla città di Kirkuk. A partire dal 2014 la città ha subito pesanti e frequenti attacchi da parte dell’ISIS e ogni volta questi tentativi di conquista sono stati puntualmente respinti dalle forze curde dei Peshmerga. Ora che l’ISIS è stato espulso da Mosul e il pericolo dello Stato Islamico è passato, il leader del popolo curdo ha dichiarato Kirkuk città appartenente al proprio territorio. Il parlamento iracheno ha risposto conferendo pieni poteri al primo ministro iracheno Haider al-Abadi affinché invii l’esercito nella città contesa per toglierla…

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