di GILBERTO ONETO Giorni fa alcuni lettori hanno chiesto, a commento di un intervento sui problemi dell’immigrazione, che alla denuncia seguisse l’enunciazione di qualche intervento, per iniziare un dibattito su proposte concrete. Per tentare di farlo serve fissare alcune irrinunciabili premesse. a) L’immigrazione non è parte di un processo “naturale” e inarrestabile. Esistono sicuramente eventi ed evoluzioni metastorici e fra questi c’è la tendenza agli spostamenti di comunità umane, ma questi possono e devono essere pilotati. In particolare – sulla base del loro inalienabile diritto a determinare i propri destini – le comunità devono scegliere come affrontare il problema, se subirlo passivamente (come l’Italia di oggi), se regolarlo (come molti fanno) e se arrestarlo (come avviene nelle comunità che non vogliono farsi invadere). b) Non è accettabile alcun paragone fra l’attuale immigrazione e l’emigrazione di massa italiana del passato. Questa avveniva verso paesi che la richiedevano e spesso la favorivano, si svolgeva in maniera regolare secondo le disposizioni dei paesi ospitanti. La clandestinità era una…















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