di LEONARDO FACCO
Ripeto in tutte le occasioni in cui partecipo ad interventi pubblici che "La comunicazione è tutto e che, dentro la comunicazione, la narrazione è tutto".
Il saggio di Friedrich A. von Hayek, "Gli intellettuali e il socialismo", non è solo un’analisi sociologica, ma è, ancora oggi, un avvertimento strategico che risuona con forza brutale nel XXI secolo. La sua tesi è cristallina: il potere politico non nasce nelle urne, ma nelle aule universitarie, nelle redazioni dei giornali e nei circoli culturali. Sono i cosiddetti "rivenditori di idee di seconda mano" — gli intellettuali d'un tempo e gli "influencer di oggi" — a filtrare la filosofia complessa e a trasformarla nell'opinione pubblica che, infine, guida la mano del legislatore, intento solo a perseguire il consenso.
Oggi, il richiamo di Javier Milei alla "battaglia culturale" rappresenta l’evoluzione pragmatica dell'intuizione del Nobel per l'Economia del 1974. Se Hayek spiegava come le idee viaggia