LA CINA È UN CLASSICO ESEMPIO DI ECONOMIA KEYNESIANA

di MATTEO CORSINI La Cina è il classico esempio di economia keynesiana che, come disse il “maestro” (Keynes, ndr) riferendosi alla Germania del 1936, funziona meglio dove il governo ha pieno potere decisionale. Sono pochi quelli che raccontano della situazione sempre più precaria del sistema finanziario cinese (come ha fatto il Miglioverde su queste pagine), delle decine di città totalmente deserte ancorché fatte di palazzi nuovi. Non stupisce che le maggiori imprese siano a proprietà statale, né ci si deve meravigliare guardando i dati di fatturato, dato che parliamo pur sempre di un paese con oltre 1.3 miliardi di abitanti. Che un comunista si rallegri per come sono andate le cose in Cina negli ultimi 3 decenni la dovrebbe dire lunga sul suo QI (d’altra parte, se così non fosse non sarebbe comunista nel 2017). In pratica quello che i comunisti di 150 fa imputavano ai capitalisti privati in termini di condizioni di lavoro degli operai, adesso viene esaltato se fatto dallo Stato. Che grande passo…

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