di LUIGI CORTINOVIS
Negli ultimi anni, a ridosso del Natale, si è rafforzata una narrazione critica che tenta sistematicamente di delegittimare la tradizione natalizia riducendola a un semplice retaggio pagano, spogliandone al contempo il significato culturale e spirituale profondo. Secondo l’articolo scritto da Karina Mariani, pubblicato su TierraPura, questa tendenza non è un innocuo esercizio accademico, ma parte di un “assedio” più ampio alla nostra civiltà e ai suoi simboli fondanti, della quale il Natale è una delle espressioni più universalmente condivise.
Secondo l’autrice, ogni anno emergono voci che insistono nel voler interpretare i riti natalizi — come l’albero decorato, le luci, i regali o le celebrazioni — come semplici sopravvivenze di antiche feste pagane legate ai solstizi o ai culti precristiani. In questi racconti si invocano riferimenti a Romani o Vichinghi, proponendo spesso interpretazioni superficiali o forzate del significato di tali usanze