di LUIGI CORTINOVIS
Spesso sentiamo dire che la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Ma in economia politica, questa frase è persino riduttiva: la strada per l’inferno è lastricata di piani governativi che promettono il paradiso in Terra e finiscono per consegnare scarsità, miseria e tirannia. Oggi è, ancora una volta, necessario tornare a parlare di un caso sistematicamente malinteso e diffamato dalla cultura mainstream, ovvero quella comunista, ma che costituisce una delle lezioni empiriche più affascinanti del XX secolo: il Cile e la sua trasformazione da nazione sull'orlo del collasso alla più prospera economia dell'America latina.
Il paziente clinicamente morto
Nessun medico prescrive una terapia d'urto a un paziente sano. All'inizio degli anni Settanta, l’economia cilena era clinicamente morta. Sotto il governo dell'Unità Popolare, ovvero quello del comunista Salvador Allende, il Cile era diventato un laboratorio di socialismo estremo, con i ri