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L’arresto di puigdemont e il totalitarismo sofisticato

Da leggere

di GIOVANNI BIRINDELLI

Ho studiato e ragionato sulla teoria. Da tempo so che, a causa dell’idea astratta di ‘legge’ su cui si basa, la “social-democrazia” ha lo stesso DNA, la stessa struttura filosofico-politica del fascismo. E da tempo so anche che è destinata riprendere una forma simile a quella del fascismo: un potere politico illimitato non può infatti auto-contenersi.

La neolingua, il controllo del pensiero fin dai primi anni di scuola, la presa per il culo mediatica perenne, possono incantare i coglioni democratici, le masse non pensanti. Ma non possono trasformare lo strumento di potere coercitivo arbitrario in limite non arbitrario a ogni potere coercitivo. Non possono invertire la dinamica strutturale del potere politico illimitato verso le forme che gli sono più adatte, e nemmeno frenarla.

Tutto questo lo so da tempo, con la stessa certezza con cui so che l’inflazione monetaria produce crisi economiche cicliche.

Tuttavia, quando lo vedo succedere, rimango comunque incredulo. E m’incazzo con me stesso: perché la mia reazione al totalitarismo vecchia maniera è peggiore di quella che ho di fronte a forme di totalitarismo più sofisticate a cui mi ero abituato (per esempio l’imposizione fiscale, la discriminazione fiscale, il denaro di stato, ecc.).

Leggere di Puigdemont che viene fermato in Germania, oppure di una vecchietta catalana indipendentista che prende manganellate in faccia da parte di un poliziotto in tenuta anti-sommossa, mi fa più male che leggere di un nuovo QE della Banca Centrale Europea, o del “reddito di cittadinanza”. E questo non va bene, perché so che sono due facce della stessa medaglia.

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3 COMMENTS

  1. Atti che dimostrano e palesemente che la cosiddetta democrazia ha FALLITO.
    Nell’occidente sta fallendo tutto. Ecco perche’ l’islam avanza.
    SVEGLIAaaaaaaaaaa..! …e, passi indietro…

  2. Le manifestazioni della violenza fisica come la privazione della libertà per ordine di un altro uomo che agisce a sensi legge (dalla “elle” non maiuscola o minuscola ma semplicemente infame) urta l’anima ed i visceri di ogni persona che apprezza la libertà di opinione, espressione e pacifica riunione, associazione e secessione se necessaria.
    La percezione di urgenza d’attenzione per la libertà privata, contusa e tumefatta dal vivo, la compassione ed immedesimazione in un individuo in carne ed ossa è naturale per una persona di buon senso che sappia dare priorità alla sofferenza rispetto ai sofismi nel contesto specifico e poi proprio dalla sofferenza della nuova storia sappia approfondire ed ampliare la teoria ulteriormente.
    Per liberare qualcuno da un pericolo fisico immanente ci vogliono più pancia, fegato e cuore che testa. Per liberare un popolo dai toralitarismi sofisticati le frattaglie, tanto utili per l’abbrivio, devono accordarsi con la testa. E qui lo spessore del ragionamento fa la differenza.

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