di GUGLIELMO PIOMBINI
Friedrich Nietzsche è il filosofo che con più virulenza ha attaccato i princìpi morali della tradizione giudaico-cristiana, tanto che potremmo designare il periodo che va dal 1870 al 1945 come “l’epoca di Nietzsche”. Il filosofo tedesco era convinto che secoli di cristianesimo avessero rammollito gli europei e che per creare un’umanità superiore bisognasse sbarazzarsi di tutte le norme morali esistenti. Nietzsche aveva compreso perfettamente che l’essenza del cristianesimo, poi trasfusa negli ordinamenti liberali, era il valore assoluto attribuito ad ogni individuo ed era proprio questo principio che intendeva distruggere: «L’individuo fu tenuto dal cristianesimo così importante, posto in modo così assoluto, che non lo si poté più sacrificare; ma la specie sussiste solo grazie ai sacrifici umani [...] E questo pseudoumanesimo che si chiama cristianesimo, vuole giungere appunto a far sì che nessuno venga sacrificato».[1]
Se la tradizi
Sì, è quella libreria. Grazie per averlo ordinato.
Molto interessante, e molto interessante anche il sottolineare come il principio liberale di non aggressione sia legato al cristianesimo.
Dedicato a chi pensa che il libertarismo non sia legato al cd “conservatorismo”.
In effetti il libertarismo non è necessariamente legato al conservatorismo ed è bene che questo termine sia stato virgolettato e preceduto dall’aggettivo “cosiddetto”. I partiti conservatori in Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda, Russia, Polonia, Ungheria, Albania e via dicendo non sono libertari. E’ vero che i loro avversari labouristi e socialisti sono peggiori ma questo non li assolve. Ci possono essere conservatori culturali legati alla tradizione e questa tradizione può essere ispirata a principi di libertà. Ma il conservatorismo politico in sé non ha nulla di libertario in quanto legato all’aberrante idea di stato e all’altrettanto aberrante concezione interventista. C’è pochissimo da conservare per i libertari, poco da riformare, molto da distruggere, tantissimo da costruire. Quel pochissimo da conservare può essere presente nelle tradizioni dei popoli soffocate dall’applicazione del politicamente corretto attuato dal legislatore. Ma non tutte le tradizioni sono da osservare in quanto a volte si trovano in contrasto proprio con il principio di libertà e quello di divieto dell’aggressione. All’interno del cristianesimo non riesco a trovare soluzioni libertarie nella predicazione di Paolo di Tarso. Le trovo, invece, nelle scritti di Ignazio di Antiochia (il fondatore del termine “cattolico”) così come in alcuni scritti agostiniani o in alcune espressioni filosofiche di Tommaso d’Aquino. Elementi libertari si trovano anche nell’Antico Testamento, sono presenti nel Primo Libro di Samuele. E’ soprattutto la scuola di Salamanca che affranca il cristianesimo dalle tentazioni autoritarie. Poi purtroppo abbiamo avuto i partiti democristiani gestiti da gentaglia ignorante che ha sempre disprezzato la libertà autentica. Il loro successore, Enrico Letta, si affatica ogni giorno in questo disprezzo. Un esempio? La richiesta di escludere dalle liste elettorali coloro che non si vaccinano. Lui sì che è conservatore nel senso dispregiativo del termine. La mia libreria di riferimento mi informa che il libro di Guglielmo Piombini è in ristampa. Spero sia rimasta qualche vecchia copia della prima edizione perché altrimenti aspettare novembre per me sarà dura. Guglielmo ormai non meraviglia più e anche questo semplice stralcio pubblicato ne è testimonianza. Ma l’assenza di meraviglia viene colmata dalla conferma di ciò che continua a provocare entusiasmo nella lettura. Sono convinto che questo capitolo non sia l’unico ad eccellere, voglio tornare a poter leggere qualcosa non strettamente legata all’emergenza che stiamo vergognosamente subendo. E poter sbattere in faccia il libro a tanti cattolici entusiasti di questo inutile attuale pontificato, questo sì conservatore dello status quo attuale: quello della prepotenza dello stato che si rivela sempre il vero Mammona. Chiedo scusa per la… Lunghezza ma è il nome del quartiere romano dove da quasi sempre vivo (e dove si trova la precedentemente citata libreria) a condizionarmi in ciò che scrivo.
Ciao Alessandro, il mio libro “La Croce contro il Leviatano” è disponibile, e nei giorni scorsi l’ho proprio spedito a una libreria di Roma.
Se il nome della libreria è “Infinite Parentesi” dovrei essere io il destinatario. Spero di averlo nei primi giorni della prossima settimana.