LE 5 CONSEGUENZE CATASTROFICHE DELL’ABOLIZIONE DEL CONTANTE

di ALDO PIZZUTO

Eliminare e/o limitare il contante, in estrema sintesi, significa quanto segue:

1) Il governo può imporre patrimoniali con maggiore introito (la massa di denaro aggredibile sarebbe maggiore);
 
2) Il fisco può decidere chi aggredire con maggiori probabilità di incasso accusandolo di evasione e questo è un vero abominio essendo anche vigente l’inversione dell’onere della prova, che consente al fisco di accusare chiunque senza prove spettando, poi, al malcapitato provare di essere innocente (immaginate il dirigente dell’agenzia delle Entrate, che prende i suoi premi in base all’incasso, che facilmente può decidere chi accusare sulla base della consistenza del conto corrente):
 
3) Le banche accentrano tutta la ricchezza liquida (un palese controsenso dato che i paladini per l’eliminazione del contante sono sempre anche quelli della ridistribuzione della ricchezza) e, grazie al sistema della riserva frazionaria, moltiplicano i loro affari aumentando la quantità di denaro che possono prestare. E questo significa anche che i politici corrotti potranno fare aumentare i finanziamenti (rigorosamente senza garanzie come già abbiamo avuto modo di vedere) alle proprie clientele a cui potranno chiedere mazzette sempre più grandi;
 
4) Le banche non avranno più alcun timore riguardo alla possibilità di “corsa agli sportelli” in caso di crisi.
 
5) Grazie alla complicità banche/politica ogni avversario politico può essere annientato facilmente dato che si detiene il controllo della vita di ogni persona.

Ecco, davanti ad un tale scenario, qualcuno mi spieghi quale sia il reale vantaggio, per ogni individuo, non della possibilità di usare più strumenti di pagamento elettronico, bensì di perdere la possibilità di avere il controllo del proprio patrimonio liquido.

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