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Le criptoscemenze dei banchieri centrali

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di MATTEO CORSINI Non è un mistero che i banchieri centrali non vedano di buon occhio le criptovalute e in particolare il bitcoin. Il motivo è semplice: se queste valute si affermassero come strumento di pagamento oltre che di trading e investimento, la politica monetaria perderebbe potere. Peraltro è proprio in risposta alle manipolazioni monetarie operate dalle banche centrali che sono state sviluppate le criptovalute. Le stesse banche centrali lavorano da tempo alla introduzione di monete digitali, che peraltro rappresenterebbero le stesse monete fiat attualmente emesse e gestite, semplicemente in una forma diversa. In una delle sue tante dichiarazioni, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha detto che “le criptovalute come il bitcoin sono molto volatili: pertanto non risultano utili come riserva di valore e non sono garantite da niente.” Premesso che ciò che è utile lo devono stabilire i singoli utilizzatori di un qualsiasi bene, il passaggio interessante è
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