L’errore di Sgarbi sul matrimonio. In fondo, tutela la proprietà

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di PAOLO L. BERNARDINI Devo dire che provo molta malinconia nel vedere Vittorio Sgarbi ridotto all’ombra di se stesso. Altro non posso augurarmi, che torni ruggente come nei suoi anni migliori, ovvero fino a poco tempo fa. Il suo ultimo libro sulla montagna nell’arte è molto struggente, quasi lirico, a tratti. Riflette molto il suo stato d’animo presente. Ne parlerò in altra sede. Non voglio né posso entrare nel merito delle sue scelte riguardo al matrimonio. Certamente, non posso che contestare – dal punto di vista libertario – le sue affermazioni precedenti, reiterate, sulla negatività del matrimonio, sono sbagliate. Posto che ritengo che il matrimonio nulla abbia a che fare né con la sfera del sentimento, né con quella della sessualità (ambiti in cui l’individuo si esprime in sfere tutte sue proprie, particolari, diverse caso per caso, per fortuna), il matrimonio è un contratto – in tale sua forma lo vedeva perfettamente ad esempio Kant, anche se poi ci i
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