L’EUROPA DEGLI STATI E’ FALLITA. L’UNICA VIA E’ L’INDIPENDENZA DEI POPOLI

di FABRIZIO DAL COL

europa regioniPiù di 50 anni di “disonorato servizio” non sono ancora bastati per far nascere il nuovo  Stato Europeo. A parole, il “ghota” politico d’Europa lo vorrebbe su modello degli Stati Uniti, ovvero vorrebbe gli “Stati Uniti d’Europa”, ma  tale modello non può garantire il centralismo, il controllo sugli Stati, il potere sui popoli, e tanto meno garantirebbe a vita gli incarichi dei tecnocrati e dei politici, oggi  utili solo a tutelare il sistema finanziario e quello della globalizzazione dei mercati. Quindi, si continua a parlarne e basta, e lo si fa in modo blando e con il fine di nascondere la loro contrarietà. Una domanda però mi sorge spontanea: ai cittadini piacerebbe il modello degli Stati Uniti d’Europa? Probabilmente si, ma non potranno mai partecipare ad un referendum europeo per dimostrarlo, perché il “leviatano europeo” si guarderebbe bene di indirlo.

Insomma, sono trascorsi più di 50 anni, ma i fatti sono lì a denunciare come siano stati utili solo al  “sistema di potere europeo”, originariamente nato per garantire la nascita del “Mercato Comune Europeo”, col passare del tempo, il suo vero fine è diventato quello di garantire la completa globalizzazione dei mercati. La nobile idea originale di costituire una Europa politica per evitare nuovi conflitti nel vecchio continente, in realtà celava già un disegno diverso, un disegno“ assolutista”, dove la finanza, i mercati, e le lobby economiche, avrebbero potuto controllare facilmente 500.000.000 di abitanti.  Insomma, ne è scaturito un mondo politico “occulto”, che spalleggiato dalla grande finanza, oggi “impone” volutamente ai cittadini le proprie regole per costruire una Europa di loro piacimento.

Infatti, con la firma dei trattati europei è iniziata la sottrazione delle sovranità popolari degli Stati, e stranamente, è coincisa con l’avvento della crisi economica, che a sua volta è stata artatamente prodotta dalla grande finanza. Quella che vediamo oggi è una Europa sempre più contro le volontà popolari, ma anche complice degli Stati che “svendono” le loro sovranità, purché venga realizzato un nuovo super Stato centralista e facile da controllare. Ecco che alla luce di ciò, oggi ci appare veramente cosa sia nella realtà questa lunga crisi economica, ovvero il mezzo più utile per costringere gli Stati, in cambio del loro salvataggio, alla costituzione dell’Europa politica. Ma questa Europa politica che nasce, ovvero questo nuovo super Stato, sarà inevitabile che sia completamente “alieno” alle volontà dei popoli che lo abitano, e come la storia ci ha insegnato, oggi sappiamo che mettere insieme dei popoli con la forza,  in questo caso finanziaria, è sempre stata una scelta sbagliata e ha sempre prodotto solo tensioni, rivolte, e perfino guerre civili.

Concludendo, alla luce di quanto sopra, fanno letteralmente inorridire le continue richieste di riforme dal ghota politico europeo. Fossero almeno riforme adeguate allo Stato a cui si chiedono, ma come potrebbero esserlo se devono piacere solo alla Ue ?  E poi, quali riforme concrete, che si possano chiamare tali, ha mai prodotto la Ue in favore dei suoi futuri concittadini ? Se questo che nasce è il nuovo Stato Europeo, allora c’è da chiedersi dove stiano di casa i principi fondamentali di uno Stato che vuole essere democratico, ma soprattutto, nei trattati sottoscritti fino ad oggi dove figurano le garanzie verso i popoli.?

La sola speranza è che la Ue prenda atto del suo fallimento, e che si renda anche responsabile di aver saputo “ costruire una catastrofe” che non ha precedenti nella storia contemporanea.

L’indipendenza di tutti popoli d’Europa per la costituzione di una Europa delle Regioni è l’unica via per salvare il salvabile, e se non sarà così, oltre alle responsabilità di cui sopra, la politica europea sarà costretta a rendersi responsabile anche delle rivolte popolari.

 

 

 

 

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