L’IMPORTANZA DELLA POLITICA ESTERA PER LIMITARE L’INTERVENTO STATALE

di CHRIS ROSSINI Il complesso militare-industriale degli Stati Uniti sembra funzionare con il pilota automatico ormai, non è vero? Non importa chi sia il presidente, si segue sempre la stessa politica alla lettera. Nessuna deviazione di sorta. Gli Stati Uniti hanno circa 1.000 basi militari disseminate su tutto il pianeta, intervengono in più nazioni di quante il Congresso conosca, e tutto ciò è ormai accettato come un fatto della vita. Nessuna attenzione da parte dei media. Nessun movimento contro la guerra. Nessuna pressione politica. Non si fanno domande. Il presidente Trump si vanta persino di come sia stato lui, più di ogni altro presidente, ad iniettare più denaro dei contribuenti in quell’istituzione che funziona a trilioni di dollari per anno. Un programma socialista più grande non è mai esistito prima. Per l’americano medio, si trova tutto fuori dalla sua vista e fuori dai suoi pensieri. Le carestie… i bombardamenti… gli orrori… Succedono tutti “là fuori” da qualche parte. Tempo addietro, Randolph Bourne ci ha lasciato…

Contenuto disponibile solo agli utenti registrati
Log In Registrati
Print Friendly, PDF & Email
Rubriche FuoriDalMondo