L’INTERVENTO PUBBLICO IMPEDISCE L’ESERCIZIO DELLA MORALITÀ PRIVATA

di SERGIO RICOSSA È chiaro insomma che il perfettismo tendenzialmente riduce la morale a politica, l’imperfettismo riduce la politica a morale. All’opposto di Marx e Keynes troviamo Einaudi o meglio ancora Nozick, «la cui ambizione è di eliminare completamente nel suo stato utopico [lo stato minimo] il momento della politica» (N. Matteucci, La politica non si può eliminare). L’idea di Nozick che soltanto lo stato minimo sia moralmente giustificabile riposa sul postulato lockiano per cui «l’essere costretti a contribuire al benessere altrui viola i nostri diritti, mentre il fatto che qualcun altro non ci provveda di cose di cui abbiamo grande bisogno… non viola in séi nostri diritti» (Anarchia, stato e utopia, p. 33). L’intervento pubblico, che costringa a fare quanto sarebbe morale e meritorio se fosse volontario, impedisce di fatto l’esercizio della moralità privata. Ma non tutti i liberisti paiono disposti a seguire Nozick fino all’estremo (anche per timore che il giusnaturalismo lockiano mantenga su di lui un influsso in fondo perfettistico, non tanto…

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