L’ITALIA E GLI ITALIANI NON SONO RIUSCITI MOLTO BENE

di ENZO TRENTIN «Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani». Questa la famosa frase associata dai più a Massimo D’Azeglio, per significare che per quanto l’Italia geograficamente e politicamente nel 1861 risulti unita, in essa regneranno sempre culture, tradizioni e lingue (dialetti) diversi tra loro. Bruno Bozzetto, il famoso cartoonist ha ironizzato così: https://www.youtube.com/watch?v=K0bI6YHhsvM L’unità avvenne sotto l’egida di Casa Savoia. Una dinastia di forte impronta militare, che necessitava, come fu per Bonaparte, della compagine statale più vasta possibile per attingervi carne da cannone ed accreditarsi tra le grandi teste coronate d’Europa. L’assetto federale, o meglio confederale (l’unico sensato) che volevano Gioberti e Cattaneo fu dunque sacrificato a nient’altro che alle sfrenate ambizioni belliche ed accentratrici dei Savoia, non ad altro. Vittorio Emanuele II di Savoia, protagonista dell’unità d’Italia, passa alla storia con l’appellativo con cui è ricordato tutt’oggi di Re galantuomo o Re gentiluomo. Ma nell’ex regno delle due Sicilie hanno maturato una diversa opinione. E a supporto comincia a emergere una copiosa letteratura che…

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