LE IMPRESE FANNO LA QUESTUA PER I “RISTORI”, ANZICHÉ DISOBBEDIRE

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di LEONARDO FACCO Prima dell’avvento del reset covidiano (arrivato per coprire la gigantesca crisi economica che stava per esplodere), leggevo dalle Agenzie, o tramite le news che circolano in Internet, notizie del tipo: “Stanziati dal governo tot milioni di euro per le pmi”; oppure “Finanziamento per le start-up avviate da giovani con meno di 25 anni”; oppure ancora “la Regione mette a disposizione un milione di euro per le cooperative sociali”. Esiste online persino una “guida rapida all’accesso ai finanziamenti europei messi a disposizione per lo sviluppo delle piccole e medie imprese: programmi, canali di credito, progetti e domande di ammissione”. Tutto sul sito delle PMI. Insomma, se già a fine 2019 era tutto un florilegio di prebende da spartire fra migliaia di questuanti col diritto di voto, con l’arrivo dei lockdown siamo arrivati alla richiesta delle vere e proprie elemosine, tecnicamente definite “ristori”. Ovviamente, d’acchito, sarete tutti pronti ad applaudire questi “eletti del popolo” che si preoccupano degli imprenditori. Io, ma voi lettori mi conoscete,…

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