LO STATO ESORCISTA E LA SOCIETÀ APERTA (Parte Quinta)

di VINCENZINO CARAMELLI Richiamare l’attenzione sulla ragione primordiale della nascita dello stato, quale tentativo degli uomini di vivere associati in condizioni di relativa sicurezza, affidandogli il monopolio della forza, porta, come primo risultato, a mettere in evidenza il fatto incontrovertibile che lo stato e la società aperta sono per loro natura, nella loro intima essenza, incompatibili. Quella che dunque può apparire una maggiore o minore coerenza dello stato con l’operare della società aperta, in realtà è sempre in definitiva il grado in cui un compromesso può essere più o meno accettabile. Per sviluppare in modo meno insoddisfacente quest’affermazione, sarebbe necessario soffermarsi sulla definizione e sull’operare di quella che chiamiamo “società aperta”. Tuttavia, preso atto che la libertà è condizione necessaria, ancorché non sufficiente, per l’operare della società aperta, in questa sede ci si accontenterà del seguente grossolano criterio: nella misura in cui la presenza dello stato comprime gli spazi di libertà, altrettanto accadrà automaticamente per la società aperta. Anzi, per comodità useremo i termini libertà…

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