L’ULTIMA PICCOLA COSA SULLA PRIMA GUERRA MONDIALE: LA MORTE DI TRIESTE

di PAOLO L. BERNARDINI Passato è il 4 novembre, e, senza che nessuno lo notasse, anche l’11, la vera fine della guerra. I milioni di morti per la follia di pochi stati e imperi saranno riconsegnati all’oblio delle loro tombe spesso senza nome (il milite ignoto, appunto), e talora senza corpo, tombe di comodo perché i parenti avessero un luogo dove piangere e gli stati assassini un luogo ove, occasionalmente, celebrare la loro nequizia. Fino a quando? Li risveglieranno strumentalmente il 28 giugno 2019, data del centenario del trattato di Versailles? O il 10 gennaio 2020, data di un altro importante e nefasto centenario, quello dell’entrata in vigore di tale sciaguratissimo patto tra vincitori? Sollecitato dal bel libro di Don Beniamino Di Martino, e in occasione della presentazione del medesimo presso gli amici di Lodi Liberale a Lodi (per l’appunto), il 26 novembre scorso, ho raccolto alcune riflessioni su questa immane catastrofe. Avrei voluto svilupparle a Lodi ma poi ho tenuto un discorso di contenuto…

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