di PAOLO MARINI La politica è una brutta bestia perché, come tante cose della vita, presto o tardi bisogna interrompere il flusso, la poesia del sogno e fare i conti, semplicemente, con la realtà. Hai voglia a desiderare un partito liberale, in questo Paese, che sappia incarnare con raziocinio, con coerenza ai limiti del rigore l’individualismo filosofico e che si faccia promotore di una riscoperta dei diritti individuali, contro la burocrazia, contro il malaffare, avverso l’assistenzialismo e la socializzazione forzata, ‘legale’, di risposte standard a esigenze che ciascuno ha il diritto di soddisfare secondo la propria cultura, la propria scelta; un partito in grado di scaldare anche il cuore delle persone, di iniettare nelle pagine di un programma di liberazione (prima che di liberalizzazione) dell’Italia fatto di misure concrete, la riscoperta dell’umanesimo liberale, di una vera e propria antropologia che a queste latitudini è sempre risultata aliena, ostica, comunque indesiderata; ma che oggi, in questa situazione drammatica, con i giusti condottieri, potrebbe essere riproposta ed anche accettata. Nulla di tutto questo…















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